Innanzitutto è doveroso l’omaggio al glorioso maiale grazie al quale si è nutrita per secoli l’Italia agricola.
Nel piccolo paese di San Giorgio Lucano “‘u puurc” (il maiale) si allevava nelle grotte e alcuni continuano a farlo. Giunto il momento, intere famiglie si riunivano in casa per immolarlo in una sorta di festa dal sapore misto tra il sacro e il profano. Intorno all’animale c’erano i maestri, alle loro spalle i discepoli, intenti a osservare e a imparare pazientemente le tecniche. Mani esperte compivano gesti precisi e veloci con specifici strumenti e coltelli, utilizzati solo per l’occasione. L’abilità e l’esperienza degli anziani, i tempi e i modi delle operazioni, l’aggiunta di determinati ingredienti creavano salumi dai sapori unici.
Questo sapere è stato raccolto dalla famiglia Corrado e impiegato nel salumificio dove a quel “fare antico” si affiancano mezzi moderni, necessari per assicurare la qualità e la salubrità dei prodotti.
La storia è questa. Giuseppe Corrado nel 1940 avviò a San Giorgio Lucano una florida attività di commercio di carni e bestiame. Ben presto fu affiancato dal figlio Rocco, il quale alla tradizionale attività di famiglia volle aggiungere il salumificio.
E la storia continua perché a portare avanti l’attività saranno i figli, le giovani generazioni detentrici del futuro ma anche della cultura, delle tradizioni e della storia di questo luogo.